Voglio una scuola spericolata
Ma come si fa a
cominciare l’anno scolastico senza sapone nei bagni? Come si fa???
Guardate la maestra di Vieste, sulla punta estrema del Gargano, col
cappotto inzuppato di sale: affronta la traversata e il mare grosso su
un gozzo per raggiungere due (due) alunni, i figli del guardiano del
faro militare sull’isolotto di Sant’Eufemia. E guardate le creature di
una frazione sperduta tra le sassose colline del modenese: sospesi nel
vuoto, su una carrucola agganciata a una corda d’acciaio tesa sul fiume
Panaro, raggiungono la meta: un banco, una lavagna, un insegnante.
Pensate che li aspetti la saponetta? L’acqua calda? La carta igienica?
Guardate e prendete esempio. Esempio di autentici benemeriti della scuola, in cattedra e nei banchi, senza lamentazioni e autocommiserazione. Non ci credete? Escono dal film-documentario di Italo Moscati Giamburrasca & C. I primi giorni di scuola e anche i secondi, (su RaiTre per La grande storia). Sangue sudore e lacrime di un secolo di scuola, di valori della bandiera, della divisa, della ginnastica, di Cuore e Macarietto scolaro perfetto, di scuola dei vecchi sceneggiati, inchieste e rubriche giornalistiche. Prendete esempio da un primo giorno di scuola in una prima elementare di una scuola di Torino, e da un maestro più unico che prevalente: “Io sarò per voi un fratello maggiore. Non dovete aver paura di me. Vi educherò col cuore e non con le percosse o con le minacce. Io credo nella bontà naturale del fanciullo… Tu mi capisci, non è vero?”. Il bambino nel primo banco lo guarda con gli occhioni spalancati: “A capisu nen l’italian!” Parla solo il dialetto delle valli, il piccolino. E la scuola si rimbocca le maniche per insegnargli la lingua nazionale. Quando arriva il bambino del profondo sud, il maestro non ha un attimo di esitazione: “Tu come ti chiami? De Rossi? Sei di Torino? Bene, vieni qui. Ora il Piemonte a nome di tutta la classe abbraccerà la Calabria”. Ieri, alla domanda ‘chi vorresti essere da grande’, gli scolari del sud rispondevano: voglio essere Garibaldi. Oggi, sui quotidiani, rimbalza la notizia che il Senatur si è rifiutato di mangiare al ristorante che si chiama “Ai garibaldini”. Su Telepadania ha debuttato il telegiornale in bergamasco soft, “un po’ da città perché fosse comprensibile da Treviglio all’Alta Valle”.
E allora? Se la scuola in bianco e nero vi dà la tremarella controllate la cacarella, orfani dello scopino. Maschere a gas, vi aspettano, altro che saponette alla rosa. La parola d’ordine è: qui nessuno se ne lava le mani.
Vita da cani
Joker è un cucciolo sano e gioioso, ma è nato con un solo testicolo. Non va bene, lo deve togliere. “Tutta la famiglia deve farsi operare”, dice la madre-padrona, in viaggio verso la fiabesca RosenPark del dottor Sattler, la clinica tedesca che restituisce alle pazienti gli antichi fasti della bellezza. Tre settimane di chirurgia estetica intensiva, 66.000 euro per: liposuzione addome cosce e girovita, lifting sopracciglio, blefaroplastica, laser antirughe, riempimento labbra, trucco permanente, sostituzione protesi seno, laserterapia decolletè, lipoaspirazione braccia, ricostruzione totale dei denti. E cancellazione del tatuaggio dedicato al terzo marito, ormai obsoleto. Oltre a Joker e a Mattia (il suo quinto marito) con la signora viaggia la cagnetta Tootsie: ha degli orribili peletti sotto il labbro, è ora di eliminarli con il laser. Prima del ricovero, un salto ai grandi magazzini per comprare due pigiami e una boccia di cristallo dove conservare tutto il grasso che le aspireranno: servirà per organizzare un’asta di beneficenza e raccogliere fondi per un ospedale per bambini. “Ciao ciao vecchia brutta racchia. Non ci rivedremo più”, dice la signora (quarantaseienne) allo specchio. Tutti sono pronti, la rivoluzione può iniziare!
Ma la ruota non gira sempre nel senso giusto. Ci sono cose che vanno bene e cose che vanno male. Fatalità, agguati, destino. Joker muore durante l’intervento di castrazione per arresto cardiaco. Il veterinario è mortificato (mai successo in tanti anni di carriera), il chirurgo è preoccupato: la scomparsa di Joker potrebbe avere serie ripercussioni sullo stato psicologico della sua paziente. E se decidesse di interrompere gli interventi? “Dobbiamo capire come aiutarla… uhm… potremmo darle un sedativo”. La baronessa miliardaria è venuta a trovare l’amica, e sa come consolarla: “Pensa se fosse capitato a te, cara. Meglio al cane che a te”.
Joker è stato cremato da una ditta specializzata. Sulla terrazza della clinica, il giardiniere e il becchino aspettano i familiari per l’addio. Le ceneri del poveretto sono state raccolte in due urne a forma di cuore. Un’urna sta per essere sepolta nel giardino della clinica, l’altra sarà spedita a Los Angeles. Il becchino riempie con qualche grammo di cenere anche due ciondoli che saranno indossati dalla signora e dal marito. Il gruppo si muove verso il punto del parco scelto dal giardiniere per la sepoltura. Lacrime tra le rose.
Il giorno dopo è un altro giorno. Un caldo sole estivo splende su RosenPark. La signora non sembra mostrare segni di depressione. Vuole portare a termine il programma. E con lei c’è già un Joker nuovo di zecca, così uguale al defunto che sembra clonato. Restate su Italia 1, siamo solo alla seconda puntata di Celebrity Bisturi. Dimenticavo: la padrona del cane è Brigitte Nielsen, la padrona di casa (fa gli stacchetti sul canapé) è Elisabetta Gregoraci. Subito dopo la pubblicità, Irene Pivetti opera con il Bisturi de Noantri.
