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Millionaire

The millionaire

Un film di Danny Boyle

Con Dev Patel, Anil Kapoor, Freida Pinto, Madhur Mittal, Irfan Khan

Titolo originale Slumdog Millionaire

Gran Bretagna, USA 2008

Stessa sigla, stessi primi piani, stesso sfondo blu scuro, stesso sgabello in plexiglass, stesso pubblico euforico, stessi stacchetti che fanno lievitare la suspence. Ma invece del bonario, simpatico, accomodante Gerry Scotti a condurre l’edizione indiana dello show ‘‘Chi vuol esser milionario?” c’è il livoroso, ostile Prem Kumar che mette i bastoni tra le ruote all’invincibile concorrente venuto dal nulla. Il giovane Jamal Malik è cresciuto negli slum di Bombay, fa il ragazzo del tè in un call center, come può sapere tutte le risposte? Come ha fatto ad arrivare fin qui? Anche Prem viene dalla strada, è arrivato al successo e non vuole dividere la ribalta del Milionario con qualcuno come lui. Jamal, arrestato perché sospettato di imbrogliare, viene interrogato dalla polizia. Tra i bagliori dello studio e la luce inquisitoria del commissariato, i ricordi si dipanano vertiginosi.

Il film mozzafiato di Danny Boyle ruba ed enfatizza il dispositivo del quiz in onda ogni sera, all’ora di cena, su Canale 5, come su tutti i canali del mondo. Anche Jamal “ragiona” sulle quattro possibili risposte, anche lui estrae la soluzione del quiz dai cassetti della memoria. “Ci sono stato… mi ricordo… l’ho vissuto…”, mormora come i concorrenti di Gerry Scotti mentre i secondi divorano il sogno. Ma il suo non è il sogno domestico del solito gruzzolo di euro. Il destino lo ha condotto in quello studio televisivo, le domande lo interrogano sulla verità dei suoi sentimenti. E’ facile, anche se sembra incredibile. Siamo alla risposta finale: l’India intera impazzisce per il suo eroe e sembra il popolo che fu di Lascia o raddoppia, con le facce sbalordite e le mani sudate, non ancora avvezze al divismo televisivo. Invece siamo a Bombay, città drammatica e melodrammatica dove gli estremi coesistono, e dove si può ancora credere alla fiaba del ragazzo della baraccopoli che vuole ritrovare la ragazza che ama e che ha perduto. L’amore, dunque, è il fine: prima giustifica il mezzo (televisivo), e poi lo vince. Più dell’ingegno, del coraggio, dell’astuzia. E senza aiutino.

(29 dicembre 2008)