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Scritto sui banchi

Marilena Lucente

Scritto sui banchi

Cargo, Napoli, 2005, pp. 140, euro 10

 

In un universo di grafomani, pronti a scrivere su muri, zaini, diari e telefonini, “ovunque tranne che nei quaderni e nei compiti in classe”, è la televisione a tenere banco.

E Marilena Lucente, prof di lettere in un affollatissimo istituto tecnico di Caserta, si trova a fare i conti non solo con Petrarca, Leopardi e Montale, ma anche con i personaggi della tv, i più amati e seguiti dai suoi studenti. Così reali da sembrare presenti in classe, fissi ad osservarla in un faccia a faccia quotidiano, lì ad ascoltarla quando spiega, quando cammina tra i banchi. Impossibile ignorarla, la televisione: meglio prendere il toro per le corna.

Così, quando un alunno le racconta che “a Gerry Scotti per mezzo di Dante ho vinto una scommessa”, indovinando una frase che lei aveva spiegato (amor che nullo amato amar perdona: in palio un miliardo), la prof cavalca l'onda lunga del quiz pedagogico e improvvisa un'interrogazione di storia in versione Passaparola. E quando la invitano a salire su un torpedone che parte da Caserta in direzione Cinecittà per raggiungere l’amata “Maria” e fare il pubblico di Amici,  tutta contenta lei risponde: “Certo che vengo: organizzate!”.

In classe si guarda il video-spot della Telecom con Gandhi su un maxischermo nella Piazza Rossa, al mercato cinese, nella savana. Chi vi viene in mente?, chiede la prof. E gli studenti sfornano le loro immagini del mondo, aprono la scatola nera in cui custodiscono i loro fotogrammi del passato e del presente. Citano Hitler, Mussolini, “Billadèn, Professorè. E pure Berlusconi”.

Ci sono momenti in cui la prof non riesce più a governare il dibattito, come quando si discute di Bisturi e di interventi di chirurgia estetica. “Tu, per mezzo che sei bello, non puoi capire come si sta male a essere brutti”, dice una ragazza al suo compagno di banco. E lei, la prof, riflette: “In tutti questi anni ho scoperto che gli errori di grammatica hanno una specie di potere inconscio capace di rivelare importanti verità. La bellezza, per questi ragazzi, è proprio un mezzo, uno strumento utile a muoversi nel mondo, a entrarci dentro con sicurezza. E come tale, è diventata un bene primario, un diritto perfino, da conquistare, non solo con la palestra, le diete e altre tradizionali strategie cosmetiche, ma con il più potente mezzo (appunto) della contemporaneità: la tv. Dall'estetica all'etica, i percorsi continuano a incrociarsi e a farsi complicati. Dove imparare ad attraversarli?”.

Domande, quante domande! Da fare ai suoi alunni, ma soprattutto da fare a se stessa. E a chiunque le capiti sotto tiro. Costantino, per esempio, incontrato per caso in un ristorante, avvicinato e subito sottoposto ad un fuoco di fila di domande per farsi spiegare a viva voce perché è così amato dalle sue studentesse (ce lo racconta nel blog scrittosuibanchi dove l'esperienza del libro continua, interessantissima, in formato elettronico). Non costantineggia, la nostra prof., ma sfodera un corredo ironico, originale e vitalissimo, dove la fa da padrona la voglia di capire, di comunicare. Tenendo ben saldo il proprio punto di vista, il proprio linguaggio, ma confrontandosi liberamente con la parola, surreale e concretissima insieme, dei suoi studenti. Dandoci la misura di quanto ci possano insegnare, oggi, gli adolescenti. A lei e a noi.

(27 dicembre 2005)