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Tutte le donne della mia vita

Simona Izzo e Luisella Bolla

Tutte le donne della mia vita

Marlin, Cava de’ Tirreni, 2007, pp. 150

“Dio fece il cibo, il diavolo i cuochi” (J. Joyce)

Un romanzo che ripercorre la sceneggiatura del film omonimo diretto da Simona Izzo e interpretato da Luca Zingaretti e Vanessa Incontrada. Un viaggio tra sapori, profumi, odori e colori che vagano liberamente tra la cucina e la vita.

Su una spiaggetta solitaria un uomo apre un riccio di mare e ne fa assaggiare il frutto ad un bambino, Davide, che con questo sapore intenso e salmastro entra nell’universo del gusto. DiventerÓ uno chef di tendenza, toccherÓ il cielo delle due stelle Michelin, ma la sua vita resterÓ in bilico tra cuore e ragione, tra commedia e tragedia.

Il problema Ŕ che Davide ama troppo. E’ un pirata che brandendo un coltello per affinare il pesce riesce ad affettare il cuore di chiunque abbia davanti a sÚ, uomini, donne e persino  aragoste. Ha un istinto predatorio per le cose belle. Che sia una donna da conquistare, una nuova ricetta, un libro o un ristorante, quando vede una cosa che gli piace deve farla sua. Tra lui e la materia prima c’Ŕ un’attrazione reciproca, da accarezzare, toccare, ascoltare. E’ il compito di un cuoco e il compito di un amante. Le sue donne: Stefania, compagna storica; Monica, che gli ha dato un figlio; Isabella, raffinata gourmet; Diletta, l’anziana madre custode di un tormentoso segreto. E’ lui che gira intorno a loro o sono loro a girare intorno a lui?

Tra tentazioni centrifughe e centripete, tra inquietudini e sperimentazione si snoda la gastro-biografia sentimentale di Davide. Cibi e amori, profumi e sapori corrono e si rincorrono al di qua e al di lÓ dell’obl˛ della camera iperbarica in cui, come in una pancia accogliente, Davide bordeggia tra voglia di ricordare e voglia di dimenticare. Ricordare: le vele al vento al comando della sua brigata di cucina, la continua ricerca di nuove sensazioni, nuove muse ispiratrici, nuove cucine luccicanti. Dimenticare: le linee d’ombra dell’infanzia, le tempeste sentimentali, le contraddizioni della sua bulimia vitalistica.

Un periplo emotivo che costringe Davide a fare i conti con le sue inquietudini, il suo mondo degli affetti e la sua cucina spericolata. Anche per un pirata arriva il tempo delle scelte e della maturitÓ. E forse per Davide Ŕ arrivato il tempo di aprire un proprio ristorante, dedicarsi al figlio, risolvere una volta per tutte il conflitto con la madre. E’ arrivato il momento di approdare di nuovo ad una forma e ad un sapore assoluti, come quelli di un semplice riccio di mare.